«Arrivo» rispose Emily ciondolando verso la porta.
Per un attimo si trovò a fissare il cartello “chiuso” e pensò che, ora che erano arrivate loro, non fosse più veritiero. Con una scrollata di spalle lo voltò dall’altra parte, in modo che recitasse “aperto”, in tono molto più accogliente e benaugurale. Non immaginava che quel piccolo gesto apparentemente casuale le avrebbe cambiato la vita per sempre.
Lucia Vaccarino nasce a Torino nel 1981 e cresce tra la provincia di Milano, dove la sua famiglia si è trapiantata, e una cascina nel vercellese, dove corrono le sue radici. È qui che fa amicizia con i classici per ragazzi di una generazione prima, quelli che sono belli perché fanno piangere come un film di Charlie Chaplin, in edizioni consumate e tenute insieme dal nastro adesivo.
A sei anni scrive il suo primo libro, la storia di una gattina di nome Micci, che ottiene un discreto successo in 1A. Soddisfatta, decide che diventerà una scrittrice, ma l’idea non sembra convincere il mondo degli adulti. Alcuni non sono nemmeno sicuri che sia un mestiere… Nonostante ciò si esercita raccontando libri, in versione ridotta e a puntate, durante l’intervallo. E si prepara leggendo di tutto, comprese cose francamente inopportune che non le permetteranno più di avvicinarsi a un horror.
Ma il mondo degli adulti insiste perché trovi una strada sensata. Ci prova, passa l’adolescenza più inconcludente, squinternata e disastrata possibile, e poi a 18 anni ci ripensa. Perché non ricominciare a raccontare storie? Le dicono che non esiste una laurea in scrittura (c’è sempre chi sostiene che non sia un mestiere), allora ripensa a Charlie Chaplin e si lancia a capofitto in un corso di comunicazione per occuparsi di cinema.
Atterrata nel mondo del lavoro finisce invece dentro la televisione. Viene rapita dai cartoni animati, ricomincia a raccontare storie e scopre il bello di correre nei corridoi portando comunicazioni importantissime.
Nell’ottobre del 2009 si imbatte nel bando del Workshow-Tessitori di sogni curato da Atlantyca, ed ha finalmente la prova che fare lo scrittore è un mestiere, e c’è anche qualcuno in grado di insegnarlo. Nel 2013 esce per Fabbri Editori la sua prima serie, Me, Mum & Mystery. Continua a correre nei corridoi e ha imparato che la cosa bella dei sogni è la capacità, se serve, di aspettare.
Io sono un ragazzo di scienza e non ho mai creduto nel destino;
ma se mai dovessi cominciare a farlo, sarebbe per quello che è accaduto quel pomeriggio: quattro sconosciuti, senza darsi appuntamento, si sono trovati e sono diventati indispensabili l’uno per l’altro.
(da 4 amici online!, Piemme, 2011)
Nel 1980 viene pubblicato Il nome della rosa, Toto Cutugno vince Sanremo e nelle sale esce Star Wars: L’impero colpisce ancora. Nel luglio di quell’anno, a Cosenza, nella clinica La Madonnina nasce Carolina Capria. Nei venticinque anni che seguono Carolina impara a parlare, camminare, leggere, scrivere, andare in bicicletta e sui pattini, cucinare il ciambellone bigusto, mettersi il rossetto. Scopre che le piacciono le commedie in bianco e nero, che non ama chi si prende troppo sul serio e che tra dire e non dire è quasi sempre meglio dire.
Nel 2005 in Italia viene imposto il divieto di fumare nei locali pubblici, Toto Cutugno arriva secondo a Sanremo e nelle sale esce Star Wars: La vendetta dei Sith. Nell’ottobre di quell’anno Carolina prepara una valigia (molte di più in realtà) e si trasferisce a Torino per frequentare la Scuola Holden. Nei due anni che seguono conosce persone che fanno mestieri che piacerebbe fare anche a lei e cerca di imparare da loro quanto più possibile (impara, inoltre, a cucinare e a mettersi il rossetto molto meglio di prima).
Nel 2008 Barak Obama diventa presidente degli Stati Uniti, i Police tengono il loro ultimo concerto e Toto Cutugno arriva quarto a Sanremo. Nel gennaio di quell’anno Carolina si trasferisce a Milano dove inizia a fare quei mestieri che le piacevano. Scrive sceneggiature, quarte di copertina, corregge bozze e si specializza in passeggiate da un capo all’altro della città.
Nell’ottobre del 2009, mentre si scopre che Saturno ha un altro anello, Carolina partecipa al Workshow-Tessitori di sogni curato da Atlantyca. Da allora ha pubblicato un libro dal titolo 4 amici online! per Piemme, ne sta scrivendo uno dal titolo ancora incerto, ha ideato insieme alla sua migliore amica (e grazie all’aiuto di personcine adorabili) una collana dal titolo La Banda delle polpette, in uscita quest’anno per Mondadori, e sa che il 2012 sarà un bell’anno.
Il maestro aveva fatto sul serio. Aveva aspettato che lei fosse così stanca da non riuscire a ragionare. Doveva fidarsi di quel che aveva imparato. Doveva fidarsi di se stessa.
(da Il mondo di Orfeo, Piemme, 2011)
Elena Mariani nasce a Lodi nel 1981 e prosegue la sua vita in un piccolo paesino della provincia di Cremona. A 11 anni, dopo aver chiesto al bibliotecario del paese consiglio su un bel libro da leggere, viene catapultata nel mondo fantasy e viene definitivamente deviata dagli amici con i giochi di ruolo, dai quali cerca ancora di disintossicarsi senza successo.
Passa l’adolescenza a rovinarsi la vista su un vocabolario di greco di giorno e sui romanzi abatjour di notte. A quasi 18 anni, inizia per lei un periodo critico e tormentato durante il quale si domanda quale sia il suo scopo nella vita. Vorrebbe fare l’etologa e, come Dian Fossey, salvare i gorilla nella nebbia, ma… la ricerca, si sa, non paga. Vorrebbe fare l’oceanografa per superare la paura degli Squali, dall’uno al quattro, ma… la paura ha il sopravvento. Vorrebbe fare molte cose, ma alla fine sceglie Scienze dell’Educazione, e durante il periodo universitario entra per la prima volta in contatto con un universo parallelo: quello dell’autismo, della disabilità, del disagio e dell’abuso. Si trasferisce sull’altra galassia, combatte con un Balrog e ritorna, come Gandalf il bianco, con una nuova visione del mondo. Attualmente, crede di educare i disabili, ma a volte si ritrova a pensare che siano i disabili a educare lei. Sfoga lo stress del lavoro con spada e lancia, nell’arte marziale medievale italiana, e con la scrittura notturna, sgomitando con il gatto sulla tastiera.
Nel 2009 è tra gli scrittori borsisti del Lucca Workshow. Inizia così a collaborare con Atlantyca e nel settembre 2011 esce il suo primo libro per Piemme – Il Battello a Vapore, “Il mondo di Orfeo”.
– Un vero rugbysta rispetta l’avversario dentro e fuori dal campo – esclamò la signora, squadrandoli. – Non come voi! – E l’ultima parola venne sottolineata dal secco abbaiare del pastore tedesco.
(da Uniti alla meta, Einaudi Ragazzi, 2011)
Andrea Pau ingombra la Sardegna dal 1981. Laureato in Scienze Politiche con una tesi su Tiziano Terzani e Oriana Fallaci, come da tradizione italica ha testato i lavori più disparati: bracciante agricolo, cameriere, archivista, operatore in un call center, “esperto in un corso extracurricolare”, animatore per il web…
Dal 2001 fa fumetti assieme all’Associazione Culturale Chine Vaganti, che si occupa di promuovere la conoscenza e la produzione del fumetto. Dallo stesso anno canta in una band rock and roll dal successo inconsistente, che gli ha permesso di girare la Sardegna in lungo e in largo. Nel 2005 inizia la collaborazione con la Gazzetta del Medio Campidano, per la quale scrive articoli sulla scena musicale isolana e realizza vignette satiriche e illustrazioni.
Nel 2009 è tra gli scrittori borsisti del Lucca Workshow, grazie al quale ha cominciato a collaborare con Atlantyca Entertainment. Nell’ottobre 2011 è uscito il suo primo libro per Einaudi Ragazzi, Uniti alla Meta, illustrato dal socio Jean Claudio Vinci.